Ricordi.

Abbiamo voluto dedicare questo nuovo spazio alle testimonianze ri tutti coloro che ad Isola hanno passato una parte della loro vita e che poi l'hanno portata nel cuore.

Qualora vogliate apportare il vostro contributo potete inviare i vostri scritti a webmaster@proloco-isola.it


 

Amici miei del cuore buona serata! 



Sono un “giovane” che nel 1953, appena undicenne, approdai in quel

dell’Isola. Arrivai col treno da Roma e scesi alla stazione di Parrano e da

lì, a piedi, sulla strada bianca fino all’Isola. Nella mia ignoranza e

fantasia pensavo che Isola fosse  un lembo di terra circondata dalle acque,

almeno così ci avevano insegnato a scuola, per distinguerla dalla penisola.

Superato il Caldognola, con stupore, mi trovai dinanzi un paesino antico

circondato dal verde, Prosegui per quell’indimenticabile “main street” dove,

a stento, ci passava un carretto. Arrivai alla casa di zia Argentina e zio

Chicchero, all’ora che volgeva al desio. Il tempo dei convenevoli, degli

abbracci e del resoconto di come stavano tutti quei parenti laggiù a Roma

(allora  non c’era il telefono e men  che meno i telefonini e l’internet:

era già un successo quando c’era il posto telefonico pubblico (in genere

presso lo spaccio dei paesini) che era tempo di cena. Dire che fosse

un’altra sorpresa sarebbe un eufemismo: non c’era ancora la corrente

elettrica e ci si illuminava con l’acetilene. Ebbi modo di conoscere e

affezionarmi al territorio anche grazie a Sesto Donnini che mi ha sempre

considerato un fratello. Feci tutte le amicizie possibili e immaginabili con

i ragazzi e ragazze coetanee e, di loro, serbo uno struggente e meraviglioso

ricordo: alcuni ci hanno preceduto al cospetto dell’Altissimo e a loro va il

nostro pensiero, il nostro sorriso, il nostro affetto e le nostre preghiere.

A proposito di acetilene: gli adulti si meravigliavano per quanto carburo si

consumasse! Noi teppistelli lo “rubavamo” per andarci a fare i botti con i

barattoli dei pomodori! E poi gettarci al “gorgo” sul Caldognola vicino al

ponte della ferrovia e mentre ci ponevano al sole per asciugare le

“mutannole” salutavamo con allegria tutti i passeggeri affacciati ai

finestrini dei treni, costretti a rallentare a passo d’uomo per

l’instabilità del ponte. Quanta acqua è passata sotto quel ponte! Ma i

sentimenti, insieme ai profumi del fieno appena falciato, sono ancora vivi

in me. Potevo non partecipare alla festa della “rinascita” dell’Isola

condensata con la consacrazione della chiesa ricostruita? E così ho deciso

di unirmi a voi con lo scritto che segue.



Vi abbraccio tutti con tanto sentimento e …. Buona Festa!



Francesco Sabatini



   Ma, per  voi, Franchino




… le previsioni danno “parzialmente nuvoloso” con qualche pioggia dopo

pranzo. Intanto gustiamoci la mattinata:



…. Il risveglio, per essere domenica, è fin troppo presto, l’aria è

frizzante e si annusa una sorta di fermento anche se il silenzio ancora

prevale sulle voci, sui carretti, sulle moto e auto. La voglia è di uscire

subito: perché aspettare tanto? 



Vogliamo correre lungo le nuove vie, abbracciarci e scambiarci baci e

carezze, mai troppe, siamo tutti agghindati con il  vestito della festa e i

capelli ben ordinati: chi raccolti sulla nuca, chi sciolti lungo le spalle.

Tutti belli e …. Emozionati. 



Si ripercorre con simpatico nervosismo, la ceck list, per verificare che

tutto sia a posto e sotto controllo. Meno male che si ripassi la ceck list:

c’è sempre qualcosa non finita o dimenticata: ordini nervosi vengono

assegnati per rimediare. Le strade sono pulite? I fiori sono freschi  e ben

disposti? Le candele sono sull’Altare in attesa di essere accese? A

proposito i fulminanti per accenderle. I lettori perché tardano a venire? Un

ripasso dei testi, l’enfasi, le pause, l’accentuazione è sempre bene

rifarlo. Abbiamo comunque le “riserve” pronte ad entrare in scena in caso di

defezioni?



Il tempo passa, quel poco  sole intanto scalda le mura e le membra, le ombre

si accorciano. Ci si gira intorno per vedere se gli “ospiti invitati” sono

alle viste, si è curiosi per vedere quanto è stata efficace l’opera

pubblicitaria e quanti hanno la sensibilità di “capire” che partecipare,

oggi, non è fare semplice presenza  ma …. Spezzare insieme il Pane!



Improvvisamente ci si accorge di avere una sete “fottuta”: la lingua e la

gola sono secche per la tensione. Una bella e corroborante bevuta ripristina

tutti gli equilibri e allenta la tensione e riporta il sorriso nei nostri

volti e le labbra ritornano turgide e carnose …. Non ci resta che aspettare

per ….



.. Non ci resta che aspettare per …. Vedere il Caldognola, tirato a nuovo,

attendere il passaggio sui suoi ponticelli di tutte le Autorità: in primis

il Vescovo poi … il Sindaco e … a seguire quanti avranno accolto l’invito

(si spera tanti). L’acqua , nel Caldognola, scorre comunque a prescindere da

chi lo attraversa, a prescindere da ciò che sta per accadere: il suo lento

fluire ha visto generazioni e generazioni anche quando lo rendevano

orgoglioso perché nelle sue acque si chinavano le schiene delle donne e,

d’inverno, si intirizzivano le mani e le dita per il freddo acuto e .. le

ginocchia … non conoscevano stagioni! (al di qua dei pioppi con le fronde

generose e mosse dal vento che scompigliava anche i capelli delle lavandaie)

per fare il bucato dell’intera famiglia e … lui, il Caldognola, ne era

orgoglioso: era utile alla causa e … si sentiva amato e rispettato e ..

quando era stracolmo… tracimava sui campi ad ovest del ponte della ferrovia.

Oggi è ancora così? Non lo so!



Tra alcuni giorni verrà consacrata la Chiesa nuova costruita sulla roccia su

cui poggiava quella vecchia, e sarà gran festa! Ma io,  ormai vecchio

Caldognola, quando verrò festeggiato, quando rivedrò sulle mie sponde tutti

quei ragazzi che si tuffavano intemerati nelle mie acque, allora copiose,

felici di stare con me? Tra alcuni giorni …. passeranno sopra di me e,

forse, neanche se ne accorgeranno …  e io ne soffrirò!



Perché?



Perche io e l’Isola siamo come marito e moglie: io IL Caldognola e LEI

l’Isola! Ne abbiamo passate di storie: semplici, complesse, dolorose,

drammatiche. Avrei voluto difendere mia moglie dal terremoto, ma non ci sono

riuscito. Ho tanto sofferto che le acque che mi percorrono sono

drasticamente diminuite. 



Ma io, IL Caldognola, non ho mai smesso di amare LEI l’Isola!



E …. Allora anch’io domenica prossima sarò lì, silenzioso sì: ma presente,

per festeggiare la nuova Vita della mia …. Sposa!



Auguri Isola: Amore mio!



Quando vuoi vieni a rinfrescarti alle mie acque e …. magari, a fare un

piccolo bucato. Ne ho nostalgia!